dal CERN di Ginevra

Ricevo volentieri dal mio caro amico Valerio Grassi, fisico al CERN, Professore, esimio divulgatore nonché mio ex-giocatore (era un pivot) e pubblico.

Cari Amici,
se oggi date un’occhiata alla webpage del CERN (www.cern.ch) vedrete come la notizia principale riguarda l’inizio dei trials clinici dell’acceleratore del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica presso l’ospedale San Matteo di Pavia. Questa macchina, che accelera ioni carbonio, è un “fratello minore” del Large Hadron Collider ed apre una nuova speranza per il trattamento di forme tumorali altrimenti inoperabili e guaribili con le tecniche sinora utilizzate. Molte delle tecnologie sviluppate al CERN sono all’interno di questa macchina, che è davvero “a new hope” nella lotta per la sconfitta del cancro.

Come spesso mi accade, mi provo a sedere sulle spalle di un gigante per trovare alcune ispirazioni nel mio lavoro quotidiano e vorrei proporvi questo passo di Sheldon Glashow, Premio Nobel per la Fisica 1979, da una lezione da lui tenuta a Parigi alcuni anni fa:
“Molti politici, ma anche molti rappresentanti dell’industria e del mondo accademico, sono convinti che la società dovrebbe investire esclusivamente in ricerche che abbiano buone probabilità di generare benefici diretti e specifici, nella forma di creazione di ricchezza e di miglioramenti della qualità della vita. In particolare essi ritengono che le ricerche nella Fisica delle Alte Energie e dell’Astrofisica siano lussi inutili e dispendiosi, che queste discipline consumino risorse piuttosto che promuovere crescita economica e benessere per l’uomo. Per esempio, fatemi citare una recente lettera all’Economist: ‘I fisici che lavorano nella ricerca fondamentale si sentirebbero vessati se dovessero indicare qualcosa d’utile che possa derivare dalle loro elaborazioni teoriche … è molto più importante incoraggiare i nostri ‘migliori cervelli’ a risolvere problemi reali e lasciare la teologia ai professionisti della religione’. Io credo invece che queste persone si sbaglino completamente, e che la politica che essi invocano è molto poco saggia e controproducente.

Se Faraday, Roentgen e Hertz si fossero concentrati sui ‘problemi reali’ dei loro tempi, non avremmo mai sviluppato i motori elettrici, i raggi X e la radio. Vero è che i fisici che lavorano nella ricerca fondamentale si occupano di fenomeni ‘esotici’ che non sono in se stessi particolarmente utili. Vero è pure che questo tipo di ricerca è costoso. Ciò nonostante, io sostengo che il loro lavoro continua ad avere un enorme impatto sulla nostra vita. In verità, la ricerca delle conoscenze fondamentali, guidata dalla curiosità umana, è altrettanto importante che la ricerca di soluzioni a specifici problemi pratici. Dieci esempi dovrebbero essere sufficienti per provare questo punto.”

In breve i dieci esempi sono: il world-wide-web sviluppato all’interno delle ricerche della fisica delle alte energie, i computer, la crittografia moderna (alla base delle transazioni finanziarie a distanza), i sistemi di posizionamento globale GPS, la terapia con i fasci di particelle (per curare ad esempio il tumore al seno, l’AIDS, ecc.), il medical imaging (risonanza magnetica nucleare, tomografia ad emissione di positroni ecc.) la superconduttività (generazione, trasporto ed immagazzinamento di energia elettrica), i radioisotopi (di nuovo applicazioni nel campo della fisica medica, ma anche in archeologia, geologia ecc.), le sorgenti di luce di sincrotrone (scienza dei materiali, scienze della terra ecc.), le sorgenti di neutroni (scienze di base ed ingegneria).

Il Prof. Glashow poi conclude dunque che… “Ho descritto come le discipline scientifiche fondamentali ed apparentemente inutili abbiano contribuito enormemente alla crescita economica ed al benessere dell’uomo. Molto tempo fa ci si mise in guardia che la pressione per ottenere risultati immediati avrebbe distrutto la ricerca pura, a meno di perseguire delle politiche consapevoli per evitare che questo accada. Questo avvertimento è ancora più pertinente al giorno d’oggi. Tuttavia il perseguimento della fisica delle particelle e dell’astrofisica non è motivato dalla loro potenziale importanza economica, non importa quanto grande questa possa essere. Noi studiamo queste discipline perché crediamo che sia nostro dovere capire quanto meglio possibile il mondo in cui siamo nati. La Scienza fornisce la possibilità di comprendere razionalmente il nostro ruolo nell’Universo e può rimpiazzare le superstizioni che tante distruzioni hanno prodotto nel passato. In conclusione, dovremmo notare che il grande successo dello spirito di iniziativa degli scienziati di tutto il mondo dovrebbe servire da modello per una più ampia collaborazione internazionale. Speriamo che la scienza e gli scienziati ci conducano verso un secolo più giusto e meno violento di quello che lo ha preceduto. ”

Se l’acceleratore dello CNAO sarà in grado di guarire anche un solo paziente (oppure incrementarne l’aspettativa di vita, con l’augurio però che possa essere di beneficio a molti), ogni euro che è stato investito in questa attività di ricerca non sarà stato sprecato ma utilizzato per il meglio. Il mio più grande augurio di successo a tutti i colleghi ed amici che in questi anni si sono prodigati con sforzi enormi (ed in Italia spesso con sacrifici e difficoltà inenarrabili) per lo sviluppo di questa macchina.

Penso che per loro lo scoprire di aver contribuito a salvare una vita umana sia la ricompensa più grande che possano ottenere.

Un Caro Saluto “ad alta Energia” dal CERN.

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